Suggestioni vittoriane mescolate ad un forte senso di appartenenza occidentale fanno sì che le collezioni sfiorino appena le tendenze del momento e si attestino atemporali, ricalcando quello che è il suo stile personale e inconfondibile.
Linee destrutturate, fluide, che accarezzano il corpo valorizzandone la femminilità attraverso la geometria del taglio e la consistenza delle cuciture, adatte ad una donna in carne e ossa come si definisce lei stessa, consapevole delle sue forme e desiderosa di sottolinearle in maniera colta e garbata o di velarle dietro quell’alone di nobile pudore che diventa mistero.
I modelli sono continuativi, ben delineati e tutti intersecabili tra loro attraverso la rielaborazione di alcuni dettagli: completi pantaloni-maglia, tute, abiti, capispalla presentano una struttura di base sulla quale di stagione in stagione, sotto uno sfumato ma ricorrente eco del Levante, si snodano orditi e rifiniture adatti al periodo, elaborazioni minime ma fortemente espressive, vezzi stilistici dal sapore fané e délabré.